Il commercio equo e solidale  
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Il commercio equo e solidale risponde ad una esigenza di riequilibrio ed è una proposta alternativa che dimostra concretamente nei fatti che E’ POSSIBILE stabilire rapporti commerciali basati sul rispetto, lo scambio paritario, l’arricchimento reciproco,e assolutamente privi di sfruttamento.

Questo avviene sia all’interno delle stesse comunità locali del sud del mondo (rapporti paritari di lavoro,in particolare per i più svantaggiati, condizioni di lavoro sane e in linea con le convenzioni internazionali, no al lavoro infantile e regolamentazione di quello minorile, assistenza sanitaria, previdenza),sia nel rapporto con gli importatori del nord che si impegnano a loro volta su rapporti a lungo termine, forniscono assistenza commerciale e logistica, supporto allo sviluppo dei prodotti, prefinanziamento e facilitazioni nell’accesso al credito, e si impegnano a veicolare al nord informazioni sui reali problemi delle comunità partner del sud, sulle condizioni di lavoro, sullo sfruttamento e sul comportamento delle imprese occidentali nei paesi coinvolti, sui meccanismi del mercato tradizionale con i quali i produttori partner si confrontano quotidianamente, e sulle modificazioni apportate dalla partnership equosolidale.

L’idea è quella di costruire uno spazio di mercato le cui regole si basino sul benessere sociale e non sul profitto, caratterizzato quindi dalla cooperazione tra le diverse realtà, che si contrappone alla competizione tipica del mercato tradizionale, e sulla democraticità dei processi decisionali. Allo stesso modo, si fanno incontrare i bisogni di equità sociale e trasparenza dei cittadini più informati del Nord del mondo, con la necessità di accedere ai mercati occidentali di molte comunità locali che già producono, ma non riescono a far sì che il lavoro permetta loro un’esistenza dignitosa.

Tutto avviene all’interno di uno sviluppo dell’economia a livello mondiale, all’interno del quale emerge e viene messo a fuoco sempre più lo squilibrio tra Nord ricco, predatore di risorse e inquinatore, ed un Sud fornitore di materie prime a basso prezzo, di manodopera a bassissimo costo, e sempre più in crisi dal punto di vista dell’impatto ambientale e della privatizzazione dei servizi. Al di là del dibattito crescente sulla globalizzazione e i suoi effetti, è provato ormai anche da eccellenti economisti che il fenomeno che chiamiamo globalizzazione comporta un’accentuazione pericolosissima degli squilibri già in atto.

Il commercio equo e solidale si muove in un’ottica non solo di relazione commerciale pulita e che crei reale occupazione e benefici al sud, ma anche di salvaguardia e diffusione delle culture tradizionali locali, e della biodiversità delle colture , in una fase di forte omologazione del mercato globalizzato e di privatizzazione delle risorse delle comunità locali (in primo luogo l’acqua).

Dall’altra parte del mondo, nel cosiddetto Nord, un altro importantissimo scopo è quello di diffondere l’idea di un consumo critico e consapevole tra i cittadini, sensibilizzandoli sul loro potere di consumatori e sulle reali condizioni degli scambi commerciali Nord-Sud. Comprendendo come moltissimi dei nostri consumi si basano su prodotti di grandi multinazionali che, strutturalmente, non possono che massimizzare il loro profitto, riducendo i costi e sfruttando materie prime e manodopera umana, e che moltissimi produttori che sono alla base di questa catena sono sistematicamente sfruttati e non possono garantirsi un salario normale, né condizioni di lavoro, igieniche, di scolarizzazione dei propri figli, nemmeno sufficienti, ci rendiamo immediatamente conto di come le nostre scelte quotidiane – i nostri acquisti – sostengono indirettamente questo sistema. E come possiamo orientarci invece verso prodotti che incorporino al loro interno anche il valore della responsabilità sociale, quindi fatti senza sfruttamento.

Dietro ad ogni oggetto artigianale, ogni pacco di caffè o di riso equosolidali – si dice nelle botteghe del mondo – ci sono persone, storie, lotte che possono e devono essere raccontate per renderci più consapevoli degli squilibri mondiali e di come possano essere affrontati attraverso una logica alternativa.


PER APPROFONDIRE: clicca qui per scaricare il saggio “Globalizzazione, rivoluzione tecnologica e commercio internazionale: le nuove sfide”, di Luigi Paganetto e Leonardo Becchetti


Come funziona il commercio equo e solidale?