Il commercio equo e solidale  
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Il commercio equo e solidale (Fair Trade, Commerce Equitable, Comercio Justo), è nato in Europa negli anni ’60, basandosi su esperienze precedenti anche negli U.S.A., e si è propagato in tutto il mondo, fino ad Australia e Giappone. In tutti questi paesi esistono ATO’s (Alternative Trade Organizations), organizzazioni non profit, generalmente cooperative, che si occupano dell’importazione diretta e del rapporto costante con le comunità di produttori, e allo stesso tempo reti di Botteghe del Mondo, gestite prevalentemente da volontari.

In Europa il paese con più Botteghe del Mondo è la Germania, ma il commercio equo è diffuso in Olanda, Belgio, Francia, Austria, Svizzera, Spagna e in altri paesi, circa 20 in tutto.

Nel Sud del mondo, i paesi coinvolti nel commercio equo e solidale sono circa 50, e si calcola che circa 800.000 famiglie siano coinvolte da attività di commercio alternativo.

In Italia le Botteghe del Mondo sono circa 450 e in continua crescita, e la maggior parte di loro sono riunite nella AGICES (Associazione Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale) dove, insieme alle organizzazioni importatrici, discutono e si confrontano sulle linee guida e sugli sviluppi del comercio equo in Italia. L’AGICES è l’associazione erede dell’Assemblea Generale Italiana del CeeS italiano, che a partire dal 1998 ha stilato la CARTA DEI CRITERI ITALIANA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE (basata su quella europea) che stabilisce i requisiti per definire una attività di commercio equo e solidale. Criteri che devono essere rispettati dai produttori, dagli importatori e dalle botteghe perché l’intera filiera commerciale possa essere definita equosolidale.

I principali importatori italiani sono al momento circa 10, localizzati prevalentemente nell’Italia settentrionale, tra cui Ctm-Altromercato, Commercio Alternativo, RAM, ROBA dell’Altro Mondo, Ravinala, Equomercato, Equoland, LiberoMondo, AltraQualità. Molte sono poi le Botteghe del Mondo italiane che hanno avviato rapporti di importazione diretta da comunità di produttori, rivendendo poi anche ad altre botteghe i prodotti importati, sempre nel rispetto dei criteri previsti dalla Carta.

I numeri del commercio equo e solidale